Salti

Ramo dei Salti

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Pianta Ramo dei Salti

Pianta Ramo dei Salti

Sezione Ramo dei Salti

Sezione Ramo dei Salti

Passaggio dei Lombrichi (oltre Salone "Paolino Antoniazzi")

Passaggio dei Lombrichi (oltre Salone “Paolino Antoniazzi”)

Testo di Sandro Sedran

Il Ramo dei Salti, nel corso del 2008, è stato completamente riarmato con ancoraggi fissi in inox e corde nuove. I frazionamenti sono stati riposizionati fuori dall’eventuale getto delle cascate per consentire la progressione anche in caso di apporto idrico consistente. I salti sono stati attrezzati con tirolesi, traversi e pendoli che richiedono una certa dimestichezza nelle manovre e nell’arrampicata in contrapposizione.

L’accesso avviene dal Corridoio delle Stalattiti nel Ramo Principale; in corrispondenza di una stretta curva a 180° si nota l’arrivo di acqua da una spaccatura sulla sinistra. Si arrampica il saltino di 2m e subito ci si trova in uno dei passaggi più stretti del ramo da superare restando alti. Si passa una saletta ed in quella successiva troviamo il primo salto.
Tutta la parte attiva è caratterizzata da salette a pozzo alternate con meandri d’erosione stretti, tortuosi e stupendamente modellati a scallops dall’erosione idrica.
Nel secondo salto si aggira la parte attiva sulla sinistra risalendo due frazionamenti e traversando comodamente in tirolese. La salita successiva è un po’ ostica per via della ristrettezza del meandro in cui infilarsi (non salire fino all’attacco, ma entrare nell’attivo stando bassi).
Superato il tratto di meandro si sbuca nel terzo salto, il più bello in assoluto.
L’uscita alta dal pozzo è uno dei tratti più impegnativi di tutto il ramo: anche qui bisogna evitare di salire troppo sulla corda ed iniziare ad infilarsi nel meandro stando a pelo d’acqua in uno spazio veramente ristretto. Poi il meandro è ostruito da una grande placca rocciosa che, staccatasi dal soffitto si è appoggiata dentro l’attivo; la si supera strisciado sopra di essa e tenendo la destra.
Siamo ora nella saletta del quarto salto, molto bella anch’essa.
Segue un lungo tratto di meandro fino alla sala dove, poco oltre (Sala della Clessidra), si fermarono le prime esplorazioni del Gruppo Speleo di Schio (targhetta metallica a ricordo).
Da qui in poi furono gli speleologi di Malo a percorrere la via che inizia sulla sinistra con la risalita del Grande Camino, un P35 molto bello costituito da una sequenza di tre gradoni formati da un’attivo che proviene da un camino laterale (corda da non risalire).
Si entra in una zona fossile con una serie di risalite che, dopo il passaggio della Sala delle Ore Lunghe, ci conduce in Sala Priabona dove ritroviamo l’attivo abbandonato prima del P35.
Un lungo tratto di meandro attivo, a tratti da fare carponi, ci porta a risalire nella Sala della Confluenza; qui si tiene la destra risalendo un tratto in arrampicata e poi un gradone che c’immette alla base del Salto del Cow-Boy, un grande camino armato con un ampio pendolo.
Sulla sommità un breve saltino ci anticipa la bella strettoia in frana che ci fa entrare nella Sala della Vecia dove si affronta l’ultimo salto in corda prima della rialita in frana che ci fa sbucare nell’enorme Sala Paolino Antoniazzi.
Sulla sommità del camino che parte dalla sala, prove con l’ARVA hanno rivelato che mancano solo 8 metri alla superficie esterna!

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